ULTIME NOTIZIE

ROTONDA DELLA PACE: ECCO LA TARGA E IL RICONOSCIMENTO DI UNA INIZIATIVA DA REPLICARE

A quasi due mesi dalla sua realizzazione, la rotonda dedicata alla pace, alla solidarietà e all’accoglienza di via Donizetti a Bernareggio, ha finalmente la sua targa. E’ stata installata il 15 maggio 2018 dai migranti e dai volontari che in questi mesi stanno curando la manutenzione dell’area.


In ordine, ben rasata, con le essenze che iniziano a prendere forma e finalmente con la targa in alluminio che ricorda i valori a cui si è ispirata l’iniziativa. Così si presenta la rotonda tra le vie Donizetti, IV Novembre e Vivaldi dopo i lavori di riqualificazione dello scorso 20 marzo 2018 e gli interventi di manutenzione di questi mesi, sempre a cura dei richiedenti asilo e rifugiati ospiti della Cooperativa Sociale Aeris nonché degli ideatori della proposta. Una proposta diventata realtà grazie al forte spirito di comunità e grazie al lavoro di squadra di cui oggi si può apprezzare il risultato.



Un risultato ottimo dal punto di vista ambientale ma anche dal punto di vista economico: non ci sono stati sprechi né spese eccessive in quanto gli arbusti e i fiori provengono da donazioni. Anche la targa è stata finanziata con una raccolta fondi, ancora aperta, grazie ad alcuni cittadini che hanno deciso di contribuire.

E’ un piccolo esempio di cittadinanza attiva, di attenzione e rispetto per il bene pubblico da replicare con la speranza di recuperare il valore di essere cittadini e il senso dello stare insieme.

Venerdì 18 maggio 2018 in Consiglio Comunale è stata riconosciuta la buona riuscita dell’iniziativa e saranno ringraziate tutte le persone coinvolte per "aver messo a disposizione tempo e lavoro rendendo più bello e accogliente il nostro paese" come recita l'attestato consegnato dal Sindaco.







LE STRADE DELLA PACE E DELL'ACCOGLIENZA SI INCONTRANO A BERNAREGGIO

E’ realtà il progetto di abbellimento e tematizzazione della rotonda tra le vie Donizetti, IV Novembre e Vivaldi a Bernareggio. Martedì 20 marzo 2018 i richiedenti asilo e rifugiati ospiti della Cooperativa Sociale Aeris, in collaborazione con i cittadini ideatori dell’iniziativa, hanno messo a dimora alberi e arbusti per migliorare la rotonda dedicandola alla pace, alla solidarietà e all’accoglienza

La proposta è stata presentata lo scorso ottobre all’Amministrazione Comunale che da subito ha condiviso l’iniziativa, ritenuta meritevole dalla Giunta Comunale che l'ha accolta ufficialmente con una delibera.

Martedì 20 marzo 2018, i protagonisti dell’iniziativa Ebrima, Sheriffo e Kadir, ospiti in paese a cura della Cooperativa Sociale Aeris, hanno messo a dimora oleandri, allori e altri arbusti (Photinia e Loropetalum). Parte delle essenze sono state recuperate grazie a donazioni da parte dei cittadini bernareggesi 

La valorizzazione della rotonda sarà poi completata con la posa di una targa che recita: 

"PACE-SOLIDARIETA' ACCOGLIENZA COMUNE DI BERNAREGGIO I cittadini, marzo 2018"

Ecco alcune immagini dei lavori


Si è quindi concretizzata un’interessante iniziativa di volontariato, quindi gratuita, e di collaborazione tra più soggetti a favore di tutta la cittadinanza bernareggese. Un’azione concreta che oltre ad abbellimento di uno spazio comune, lo ha caratterizzato riconoscendolo punto di incontro simbolico di persone ed esperienze che si uniscono per sottolineare l’importanza di temi come la pace, la solidarietà e l’accoglienza.


VERSO IL PARCO… AVANTI COSÌ!



Dopo la serata di presentazione dello scorso 16 novembre 2017 (Il P.A.N.E. del FUTURO video) in cui sono stati illustrati i progetti di riqualificazione che il Comune di Bernareggio realizzerà in sinergia con il Parco Agricolo Nord Est, Brianzacque e ATO, queste le considerazioni di Un Parco per Bernareggio 

Avanti così con la valorizzazione ambientale del territorio in stretta collaborazione con l’ente parco. In attesa dell’ingresso ufficiale nel Parco Agricolo Nord Est che porterà ulteriori vantaggi (gestione associata e interventi sui sentieri, opportunità di finanziamenti e progetti di educazione ambientale) è senza dubbio una collaborazione positiva

Ci auguriamo che siano stati finalmente allontanati i detrattori dell’ingresso in un parco. Quelli che ne sostenevano l'inutilità definendo questi enti come "carrozzoni". Di certo non si tratta di un carrozzone ma di un nuovo modo di gestire il territorio. Un modo che a qualcuno non piace proprio perché è diverso dalla gestione incentrata sulla svendita di un bene comune che negli anni è stata prevalente.

Fa piacere ascoltare quanto Un Parco per Bernareggio ha sostenuto da sempre: i vantaggi dell’adesione al parco (in questo caso l’intervento di rimboschimento è un primo esempio) e la centralità di Bernareggio come collegamento trasversale. 
Confidiamo ora che tutte le aree a valenza naturalistica considerate nei progetti presentati e non (dal castagneto alle aree a verde del CTL3, dal Paleoalveo a tutta l’area ad est al confine con Aicurzio) siano riconosciute nel PGT come aree da inserire nel Parco.

Riteniamo interessante e innovativo l’approccio proposto che prevede l’abbinamento delle esigenze idrauliche e naturalistiche. E’ un’importante soluzione alle problematiche collegate al consumo di suolo (a causa del quale le acque non si infiltrano più ma scorrono creando disagi e danni). E’ senza dubbio la soluzione più giusta perché si applica mantenendo le aree naturali e quindi senza consumare ancora.

L’acqua stoccata nelle aree naturali e i pozzi di prima falda che saranno realizzati consentiranno finalmente di risparmiare e non sprecare acqua potabile. Ne trarrà vantaggio l’agricoltura e il valore naturalistico delle aree che, secondo le intenzioni dei progetti illustrati, saranno ancora più apprezzate perchè fruibili liberamente e non chiuse e riservate alle sole  esigenze “tecniche”.

BUONE NOTIZIE


Da Il cittadino del 21/10/2017

PACE, ACCOGLIENZA E SOSTENIBILITÀ: LA PROPOSTA DI UN GRUPPO DI VOLONTARI E DEI NUOVI CITTADINI OSPITI DELLA COOP. AERIS, IN COLLABORAZIONE CON UN PARCO PER BERNAREGGIO

Abbellimento e tematizzazione di un luogo, alberi e arbusti per dare ossigeno e fermare le polveri, recupero del materiale di scarto (cippato proveniente dalle potature), costruzione di un percorso, anche di volontariato, in attività socialmente utili per favorire l'integrazione nel tessuto della comunità bernareggese.

C'è tutto questo nella proposta di un gruppo di volontari e dei migranti ospiti della Coop. Aeris, in collaborazione con Un Parco per Bernareggio, che hanno chiesto al Comune di poter contribuire per migliorare la rotonda tra le vie Donizetti e Vivaldi a nord-ovest del paese.

L'obiettivo è proprio quello di migliorare e caratterizzare questo luogo con interventi di piantumazione e con l'installazione di opere dedicate ai temi della pace e dell’accoglienza favorendo la partecipazione attiva e responsabile dei migranti nel sentirsi parte di un percorso di integrazione nel tessuto sociale.

Di seguito alcune immagini esemplificative della proposta presentata.



NESSUNA​ ​SCAPPATOIA:​ ​LA​ ​VARIANTE​ ​AL​ ​PGT​ ​DI​ ​BERNAREGGIO​ ​PUO’​ ​ESSERE​ ​L’OCCASIONE​ ​PER​ ​ ​FERMARE VERAMENTE​ ​IL​ ​CONSUMO​ ​DI​ ​SUOLO​ ​E​ ​TUTELARE​ ​IL​ ​TERRITORIO

Attuare​ ​da​ ​subito​ ​misure​ ​di​ ​salvaguardia​ ​per​ ​conservare​ ​tutto​ ​quello​ ​che​ ​è​ ​ancora​ ​oggi​ ​suolo​ ​libero​ ​e,​ ​dove​ ​è possibile,​ ​recuperare​ ​superficie​ ​permeabile.​ ​Tutelare​ ​il​ ​Paleoalveo,​ ​far​ ​prevalere​ ​la​ ​vocazione​ ​naturalistica​ ​del​ ​CTL3, creare​ ​un​ ​grande​ ​parco​ ​urbano​ ​in​ ​centro​ ​paese.​ ​Queste​ ​le​ ​proposte​ ​indicate​ ​da​ ​Un​ ​Parco​ ​Per​ ​Bernareggio​ ​nell’ambito del​ ​procedimento​ ​di​ ​variante​ ​del​ ​PGT​ ​(Piano​ ​di​ ​Governo​ ​del​ ​Territorio). 

Il documento, protocollato in data 16 ottobre 2017, riporta proposte di carattere generale in linea con quanto già presentato dall’Osservatorio PTCP Monza e Brianza (a cui Un Parco Per Bernareggio partecipa) in occasione dell'adeguamento del PianoTerritoriale Regionale e della variante al piano provinciale stesso. In più si analizzano le necessità e le opportunità relative a specifiche aree di Bernareggio da anni al centro delle nostre proposte: il Paleoalveo, il CTL3 e l’area ex Robbiati.

Si chiede di non cadere nella trappola delle scappatoie concesse dalla normativa attuale: l’obiettivo​ ​di​ ​contenere​ ​il​ ​consumo di​ ​suolo,​ ​dichiarato​ ​ma​ ​non​ ​sempre​ ​perseguito​ ​in​ ​modo​ ​opportuno,​ ​deve​ ​essere​ ​sostenuto​ ​e​ ​non​ ​aggirato​. È riconosciuta da tutti la situazione critica della nostra Provincia e per questo anche a Bernareggio è fondamentale “fermare” il consumo, veramente e da subito, e non limitarsi banalmente al passaggio da “consumo quasi tutto" a “consumo leggermente meno ma consumo comunque”. Non​ ​si​ ​devono​ ​dare​ ​per​ ​spacciate​ ​aree​ ​che​ ​oggi​ ​sono​ ​ancora​ ​libere​ ​e​ ​permeabili:​ ​non​ ​ci sono​ ​diritti​ ​acquisiti.​ ​Se​ ​l’intervento​ ​non​ ​è​ ​concretizzato​ ​e​ ​concluso​ ​si​ ​può​ ​sempre​ ​tornare​ ​indietro.

La scelta, ormai obbligata, è quella di arrestare​ ​la​ ​continua​ ​impermeabilizzazione​ ​del​ ​terreno​. Anzi, dove possibile, si deve cercare di recuperare la naturalità e la permeabilità. A causa delle piogge sempre più intense e concentrate, i problemi dovuti alla ridotta capacità di deflusso delle acque e i danni economici derivati sono una realtà tristemente nota. Andando avanti così saranno richiesti sempre più investimenti di denaro pubblico per l’adattamento delle infrastrutture e dei servizi. Per questo è essenziale​ ​risparmiare​ ​il​ ​suolo​ ​libero​ ​oggi​ ​per​ ​non​ ​spendere​ ​domani! 




Per alcune specifiche aree che caratterizzano il nostro territorio, riteniamo evidenti le necessità di tutela, da formalizzare con la variante al piano e da rafforzare anche a livello sovra comunale. Di quanto sia importante proteggere​ ​il​ ​Paleoalveo, inserendolo​ ​insieme​ ​ad​ ​altre​ ​aree​ ​nel​ ​nuovo​ ​Parco​ ​Agricolo​ ​Nord​ ​Est,​ ne è dimostrazione la storia di quest’area e, in parte, quanto già espresso nell’attuale PGT. La​ ​vocazione​ ​naturalistica​ ​del​ ​CTL3​ ​è​ ​evidente​ per quanto riportato nelle tavole del PTCP relativamente ad aree agricole strategiche, rete verde e corridoi ecologici. Per l’area ex Robbiati si ritiene opportuno un nuovo approccio all’uso del territorio basato sull’effettiva valutazione delle esigenze, sulla consapevolezza dei limiti fisici e dei costi derivati da una urbanizzazione intensa nonché sulla scelta di privilegiare​ ​l’interesse​ ​pubblico​ ​con​ ​la​ ​proposta​ ​di realizzare​ ​un​ ​grande​ ​parco​ ​urbano​ a fruizione intensa a pochi passi dal centro. Un intervento fondamentale per la salute e la vivibilità e un’occasione unica per dare a Bernareggio un grande cuore verde che ancora manca.

Leggi nel dettaglio tutte le proposte presentate

CONCOREZZO: INIZIATO IL PERCORSO PER L'INGRESSO NEL TERRITORIO TUTELATO DEL PARCO VALLE LAMBRO

Dal sito: www.parcovallelambro.it e dal profilo facebook Parco Valle Lambro: il comune della Provincia di Monza e Brianza porta in dote al Parco Regionale della Valle del Lambro una superficie di 275 ettari: un’area 211 ettari erano già compresi nel Plis del “Parco Agricolo della Cavallera” a cui si aggiungono altri 64 ettari relativi all’espansione di territorio tutelato

TRIUGGIO, 31 LUGLIO 2017 – Concorezzo è il 37esimo Comune che entrerà a far parte del Parco Regionale della Valle del Lambro. Martedì sera il Consiglio comunale ha votato la delibera “Proposta di adesione al Parco Valle Lambro con ampliamento nel Comune di Concorezzo”, il primo atto formale che da l’avvio all’iter di adesione all’Ente regionale. Concorezzo è il 18ettesimo comune del Parco della Valle del Lambro, del territorio della Provincia di Monza e Brianza (insieme a Monza, Arcore, Albiate, Biassono, Correzzana, Giussano, Lesmo, Sovico, Macherio, Carate Brianza, Briosco, Triuggio, Besana Brianza, Veduggio con Colzano, Verano Brianza, Villasanta e Vedano al Lambro), ad aderire al Parco. L’Ente regionale, che comprende anche altri 18 comuni delle province di Lecco e Como, si estende lungo un tratto di 25 chilometri del fiume Lambro compreso tra i laghi di Pusiano e di Alserio a nord e il Parco della Villa Reale di Monza a sud, per una estensione complessiva di 8 mila ettari di cui 4 mila di parco naturale. Il territorio comunale di Concorezzo si estende per oltre 8 chilometri quadrati: circa un quarto entrerà a far parte dell’area tutelata.

ITER - Nel 2009, Concorezzo, con le Amministrazioni di Arcore, Vimercate e Villasanta è stato uno dei Comuni che ha fondato il Plis (Parco locale di interesse sovracomunale) “Parco Agricolo della Cavallera”. Lo scorso 16 giugno 2017, il Comune di Concorezzo ha poi votato il recesso dalla Convenzione per la gestione del Plis “Parco Agricolo della Cavallera” per aderire con la delibera del 25 luglio 2017 al Parco Regionale della Valle del Lambro. Già dal mese di settembre con la prossima Comunità del Parco, l’Ente regionale sarà chiamato a deliberare l’accettazione del Comune di Concorezzo. In concomitanza sarà avviato l’iter tecnico con una Conferenza programmatica dove verrà redatto il Documento d’indirizzo. A questo punto l’intera istruttoria verrà inviata in Regione che sancirà l’ingresso definitivo dell’Amministrazione comunale di Concorezzo, con una apposita Legge votata dal Consiglio regionale.

I CONFINI – Il territorio comunale di Concorezzo riveste un importante valore naturalistico, ambientale e storico. In particolare confina nel territorio di Monza e Brianza con i Comuni del Parco Arcore, Monza e Villasanta. L’adesione al Parco della Valle del Lambro del territorio comunale di Concorezzo è determinante per creare, garantire e rafforzare la rete ecologica regionale con le aree di naturalità più vicine (Colli Briantei e Molgora), anche ai fini del rafforzamento della copertura vegetale e dei suoli sotto il profilo ecologico.

«Un plauso va sicuramente al Sindaco di Concorezzo, Riccardo Borgonovo, che ha intrapreso, iniziando l’iter per entrare a far parte del Parco Valle Lambro, un’importante e coraggiosa svolta per il territorio che amministra. Un cambiamento volto a tutelare maggiormente l’area comunale dal punto di vista ambientale, paesaggistico ed ecosistemico. Regione Lombardia, attraverso i suoi Parchi regionali, attua questa salvaguardia con grande attenzione e siamo orgogliosi che la bontà del lavoro del Parco della Valle del Lambro venga riconosciuto dai Comuni che si trovano nelle nostre immediate vicinanze e che decidono di avvalersi di questo buon lavoro chiedendo di entrare a far parte del Parco – ha sottolinea l’Avv. Eleonora Frigerio, Presidente del Parco Valle Lambro -. Il comune di Concorezzo accresce in modo esponenziale, grazie ai pregi naturalistici e paesaggistici, oltre che storici e agricoli, l’importanza dell’Ente Parco tutto. Siamo estremamente contenti che dopo averci comunicato, nelle scorse settimane, l’intenzione di entrare a far parte del territorio tutelato dal Parco sia partita così velocemente, la procedura che sancisce l'ingresso del Comune Concorezzo, nell’Ente Regionale. Il territorio comunale che entrerà nel Parco Valle Lambro, costituisce un’importante risorsa, un naturale corridoio ecologico che metterà direttamente in contatto i vicini ambiti territoriali di Monza, Arcore e Villasanta e che soprattutto, amplierà verso sud-est i confini dell’area tutelata».

«Una forte volontà dell’Amministrazione Comunale di Concorezzo di inserire tale contesto agricolo all’interno di un’area composita ed eterogenea nella quale possa costituire il giusto elemento di transizione dal paesaggio collinare alla pianura asciutta, rappresentando un contesto in movimento che ne possa costituire ulteriore fonte di sviluppo e continuità nel tempo – ha spiegato il Sindaco di Concorezzo, Riccardo Borgonovo - Per noi essere inseriti nel Parco Regionale della Valle del Lambro è sicuramente un valore aggiunto sotto molti aspetti ed è vissuto come un privilegio. Ritengo i Parchi siano elementi strategici dello sviluppo economico e sociale, protagonisti culturali, storici, educativi nonché pilastri della tutela delle biodiversità».

L’ IMPORTANZA DEI PARCHI PER CONTENERE IL CONSUMO DI SUOLO, SOPRATTUTTO NEL VIMERCATESE

Nel documento in approvazione sull’integrazione del Piano Territoriale Regionale (PTR) alla nuova norma per la riduzione del consumo di suolo, si descrive il contesto del Vimercatese. Una zona ancor più a rischio a causa della minor presenza di aree protette.

Nel documento (visibile a questo link) ed in particolare nei criteri di orientamento specifici per ambiti territoriali si parla a pag. 121 del Vimercatese.

Cosa potrebbe succedere

Si legge che "nella zona del Vimercatese, l’estensione delle aree agricole assume un buon grado di strutturazione e compattezza, con una qualità dei suoli omogeneamente alta" e per di più che si è "in presenza di possibilità rigenerative".




Purtroppo però si sottolinea che "l’entità delle trasformazioni ammesse dai PGT, su suolo libero, assume un rilievo dimensionale significativo".



C’è poi un ulteriore problema: "in alcuni casi, inoltre, le previsioni di trasformazione sembrano consolidare le tendenze conurbative già in atto".




Cosa manca

L'elemento chiave che caratterizza il problema del consumo di suolo nel Vimercatese è questo: "In quest’area della Brianza è meno forte il livello di tutela ambientale delle aree libere, affidata prevalentemente ad alcuni PLIS e alla presenza, sul confine est, del Parco Regionale dell’Adda Nord".



Tutela meno forte in confronto non solo ad altre province (vedi ad esempio il Sud Milano meno consumato grazie al suo Parco Agricolo) ma anche rispetto al nord della provincia di Monza e Brianza, dove si sottolinea che il sistema delle tutele ambientali garantisce di più il contenimento del consumo di suolo.
Ne segue che: "Il rischio di una maggiore tendenza urbanizzativa, indotta dalla maggiore presenza di aree libere, è quindi più forte".

Cosa non dovrebbe più succedere

Dopo la richiesta di fallimento della società, speriamo possa essere definitivamente accantonato un ulteriore problema citato: "Le pressioni e le aspettative di trasformazione delle aree potrebbero ulteriormente accentuarsi per effetto dei nuovi gradi di accessibilità connessi al completamento della Pedemontana, che attraverserà trasversalmente questo territorio"



Cosa serve

È chiaramente scritto: "La riduzione del consumo di suolo deve, pertanto, essere finalizzata al consolidamento delle - sempre più rare - aree agricole".
Meglio ancora, a nostro avviso, sarebbe l’ “azzeramento” del consumo di suolo libero in generale,  perché dove c’è già un malato cronico non servono ulteriori piccole “infezioni”.

L’obiettivo, per noi minimo, indicato nel documento è: "Le previsioni di trasformazione devono, prioritariamente, essere orientate alla rigenerazione e, solo a fronte dell’impossibilità di intervento, optare per consumi di suolo utili"

Ma non basta perché poco dopo si precisa comunque un’ulteriore eccezione: "La presenza di alcuni poli di scala provinciale (Vimercate e Agrate Brianza) potrebbe determinare la necessità di individuare delle eccezioni nell’applicazione della soglia di riduzione del consumo di suolo, laddove la rigenerazione urbana non riesca a rispondere alla necessità di erogazione di servizi di scala sovralocale o all’insediamento di attività strategiche di supporto al sistema economico locale".

E’ fondamentale però che prima di ricorrere a tali eccezioni, si faccia una completa indagine dei fabbisogni e delle disponibilità già presenti sul territorio nel considerevole numero di appartamenti sfitti e di capannoni vuoti, incompleti e abbandonati.

OSSERVATORIO PTCP DI MONZA E BRIANZA


#UnParcoPerBernareggio aderisce al coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB 

Guarda il sito 

La pagina dedicata a Bernareggio

Il Gruppo Facebook


IL PALEOALVEO DI BERNAREGGIO NEL PARCO AGRICOLO NORD EST

Auspichiamo che l'annuncio dell'adesione ai  tre parchi si trasformi finalmente in realtà con un atto ufficiale del Comune



SI AMPLIA IL PLIS DEL MOLGORA: VIMERCATE RADDOPPIA LE AREE

Articolo tratto da Il Cittadino del 23 aprile 2016


TU CHE SEI DI BERNAREGGIO... RICORDA E RIFLETTI #REFERENDUM #17APRILE


Tu che sei di Bernareggio ti devi ricordare che nel 2009 una multinazionale australiana era intenzionata a trivellare Montevecchia per cercare petrolio. Dalle tue finestre al posto della chiesetta avresti visto fiamme e fumo nero. Per fortuna non è andata così.

Tu che sei di Bernareggio sai che la pianura padana soffoca a causa dell'inquinamento, il clima cambia e ci sono eventi meteorici sempre più intensi. E in Brianza si sono persi tanti posti di lavoro nel settore delle fonti rinnovabili e dell'indotto.

Per te che sei di Bernareggio, come per  tutti i cittadini di mare e terraferma, ci vuole sì sviluppo e lavoro, ma moderni e puliti.

Conviene pensarci e votare il prossimo 17 aprile scegliendo il SI per chiedere che sia tutelata la salute di tutti e non il portafoglio di pochi, come è avvenuto fino ad oggi e come hanno dimostrato le recenti inchieste giudiziarie.





ANCHE BERNAREGGIO DEVE FARNE PARTE !

Gli Amministratori al governo del paese e la minoranza presente in Consiglio comunale devono concretizzare quanto dichiarato in campagna elettorale in difesa dell'ambiente e nell'interesse degli 11.000 cittadini. Questa è una occasione per uscire dalle secche di promesse mai mantenute. ADERIAMO AL PARCO P. A. N. E. (Parco Agricolo del Nord Est)!!!

Da IL CITTADINO (MB) del 26/03/2016.


BERNAREGGIO, ABBATTIMENTO ALBERI: CON IL PARCO NON POTEVA ESSERE FATTO SENZA PREAVVISO E SENZA AUTORIZZAZIONE

L’abbattimento dei filari avvenuto lo scorso 8 marzo ha riportato all’attenzione, di molti cittadini/e l’importanza e l’urgenza di aderire ad un parco per tutelare efficacemente il territorio e il paesaggio di Bernareggio.

Nel caso i terreni fossero stati inseriti nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Molgora (che insieme al Rio Vallone è uno dei due parchi che lambiscono il territorio del comune di Bernareggio) e il Comune avesse recepito la procedura nei suoi regolamenti e strumenti urbanistici, l’abbattimento doveva essere autorizzato e non poteva essere fatto liberamente come invece è avvenuto

Lo ha scritto il Parco stesso a cui è stato chiesto cosa succede in caso di abbattimento di filari. Ci è stato spiegato che c’è un doppio passaggio, con un parere non vincolante del Parco e un successivo parere definitivo del comune.

In più risulta, dal richiamo al Piano Particolareggiato del Parco a cui lo stesso si attiene per l’espressione del parere, che il filare rappresenti un elemento di tutela DA PARTE DEL PARCO STESSO.  Quelli che sono stati abbattuti a Bernareggio sarebbero sicuramente stati individuati nelle tavole del Piano.

All’art. 3 comma 4 si dice infatti che: Le “siepi boscate”, i “FILARI” e in genere le formazioni longitudinali arboreo-arbustive e gli elementi boscati minori esistenti, così come individuati dalle tavole del Piano Particolareggiato, DEVONO ESSERE CONSERVATI, ed ogni intervento di gestione degli stessi deve essere preventivamente autorizzato dal Comune, previo motivato parere obbligatorio ma non vincolante del Consiglio di Amministrazione del Consorzio. 








UN 8 MARZO DA DIMENTICARE

Io, donna di Bernareggio, non ricorderò questo 8 marzo per il giallo gioioso della mimosa ma per la fila interminabile di alberi che la mano dell’uomo ha abbattuto in pochissime ore. (di Candida Maggioni)

Al di là dell’esito della contrapposizione che ne è scaturita tra interesse pubblico e privato, quello che ferisce di più e inquieta è che l’uomo che ne è responsabile è un contadino, la figura più vicina alla terra, che vive con la terra e che dovrebbe per primo averne a cuore la sua salute. Invece, per guadagno, rinuncia a quegli alberi che hanno riparato il suo fondo dall’erosione del vento, dall’arsura del sole, che lo hanno aiutato a trattenere l’umidità, a mantenere un corridoio di biodiversità necessario e utile alla coltura agricola impoverita delle componenti vegetazionali a causa della meccanizzazione delle pratiche di coltivazione e … gli alberi diventano legna da ardere.

La collettività tutela il paesaggio rurale e riconosce all’attività agricola una funzione di salvaguardia dell’ambiente, eroga sostegno economico all’attività agricola, quindi ogni cittadino contribuente partecipa a questo sostegno. Tutti sappiamo di vivere in un ambiente fragile e di dover fare, ognuno per la propria parte, qualche sacrificio per non peggiorarne le condizioni. E’ triste rilevare che, al momento buono, l’interesse del denaro calpesta tutti gli altri.

E che dire della proprietà? Da un imprenditore che ha fatto la sua fortuna in Bernareggio e che ha consumato tanto del nostro e suo territorio credo fosse giusto aspettarsi una assunzione di coscienza ben diversa. Questo intervento non gli fa onore ed è una medaglia nera da appuntarsi al petto.
Io donna e madre che voglio prefigurare un futuro per questo bistrattato pianeta, oggi, piango.


IL PARCO RIO VALLONE SI AMPLIA

Estensione sui comuni di Ornago e Busnago, più connessione tra i corridoi ecologici. Bernareggio manca ancora. tratto da newsletter@parcoriovallone.it del 2 marzo 2016

Si comunica che con decreto deliberativo presidenziale n. 13 del 22/02/2016 il PLIS Rio Vallone si è ulteriormente esteso sui comuni di Ornago e Busnago, come dalla cartografia allegata. In questo modo la superficie del Parco si incrementa di ulteriori 2'384’364 mq, portando la superficie totale a 1808 ettari.

Il nuovo ampliamento di Ornago interessa anche le zone circostanti di località C.na Rossino. Con questo incremento si è aggiunta una tessera fondamentale per migliorare il corridoio ecologico Nord-Sud. 

I corridoi ecologici sono spazi fisici di collegamento tra due ambienti che altrimenti rimarrebbero separati. La loro connessione permette di far migrare specie vegetali e animali da una zona all'altra, andando così ad aumentare la biodiversità.

L’ampliamento su Busnago invece rafforza il Parco nel punto in cui è più stretto, dovendosi incuneare fra aree industriali preesistenti.

Parco del Rio ValloneCopyright ©2006-2016 Parco del Rio Vallone  |  www.parcoriovallone.it  |  info@parcoriovallone.it

VERSO IL GRANDE PARCO AGRICOLO DEL VIMERCATESE

Se ne parla da tempo, sta per concludersi la fase di analisi tecnica, prossimamente al via la fase politica a cui deve partecipare anche Bernareggio.





L'intervista completa a Corrado Boccoli dal sito http://www.vorrei.org/

Un estratto:

Gli altri comuni non partecipano? Certamente. Partecipano attraverso l'appartenenza ai Plis (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) da cui sono rappresentati. Abbiamo l'ambizione di connettere e includere anche territori che non fanno parte dei Plis.

Anche quelli della Brianza collinare? No. La zona collinare dei Colli Briantei ha moltiplicato relazioni con la parte alta della Brianza, Besana, Casatenovo e altri comuni. PANE invece si è concertato nei tre Plis della piana che va dal Lambro all'Adda. Stiamo ragionando con altri comuni che per ora non fanno parte di nessun Plis, come per esempio Bernareggio. Perché, finita la prima parte, inizia la nuova e più importante fase del processo.